RAY EAMES, RITRATTO D’ARTISTA PER UNA VOLTA SENZA MARITO
IL VENERDI DI REPUBBLICA
di AURELIO MAGISTÀ
22 FEBBRAIO 2013
Ese fosse stata un uomo? Viene davvero da farsela questa domanda quando si pensa a Ray Eames.
Con Charles ha formato forse la più importante coppiadella storia del design al punto che li citiamo come
«gli Eames» e nominarli separatamente stona come una stecca. Ma per una volta bisogna sottrarla al binomio e osservarla da vicino: la si scopre talentuosa, eclettica, vivace. Separarla da Charles ha senso per almeno due ragioni: il 15 dicembre è stato il centenario della nascita di Ray, passato quasi sotto silenzio a parte una giornata di celebrazioni al Vitra Museum, mentre domani si apre al California Museum di Sacramento, sua città natale, la mostra Ray Eames: A Century of Modern Design che ha il pregio di occuparsi anche degli anni precedenti l’incontro con il marito. Di Bernice Alexandra Kaiser, abbreviato nel mascolino Ray (incoraggiando l’equivoco di credere gli Eames fratelli, come una volta scrisse anche il New York Times), scopriamo così il precocissimo talento: dalle bambole di carta fatte a mano a partire dai tre anni ai lavori di architettura, arredamento, moda, cinema, fotografia, giocattoli. Affrontando, prima da sola e poi con Charles, tutte le sfide con entusiasmo e con un sorriso sulle labbra (in foto è quasi sempre allegra).
Per questo viene da chiedersi che cosa avrebbe fatto se fosse stata un uomo, ovvero se non avesse dovuto fare i conti con gli handicap competitivi che ogni donna deve affrontare, soprattutto in anni in cui, quando si diceva «è brava come un uomo», era inevitabile che, per apparirlo, lo fosse certamente di più. Donne straordinarie, che hanno trovato spazio all’ombra, più o meno lunga, di un uomo. Ma per Ray quell’ombra è forse stata lieve. Charles, che era già sposato, la conobbe nel 1940 mentre si occupava di design organico. Un colpo di fulmine. L’anno dopo divorziò, sposò Ray e insieme si trasferirono a Los Angeles. Da allora, una vita sempre insieme, amore, lavoro, viaggi. E anche se Ray sopravvisse dieci anni a Charles, ebbe la «delicatezza» di morire lo stesso giorno, il 21 agosto del 1988.
